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La prime notizie storiche su Casalgrande non vanno oltre la
seconda metà del X secolo d.C.
La più antica testimonianza riguardante il toponimo
“Casalgrande” risale ad una pergamena del 945 d.c. –conservata in originale
nell’archivio della Cattedrale di Reggio – con la quale Adelardo, Vescovo di
Reggio, conferma alla Canonica di Santa Maria di Castellarano la concessione di
tutta una serie di beni e diritti tra i quali, per l’appunto, tutte le decime
della Villa di Casalgrande, con tutte le sue pertinenze per intero.
Tuttavia i ritrovamenti di terremare, di necropoli nelle zone
confinanti fanno supporre che queste terre fossero abitate sin dai tempi
preistorici da tribù celtiche.
La presenza della via Statutaria, che si snoda da Veggia fino a
S. Polo costeggiando la zona pedemontana e la cui costruzione sembra risalire
ai tempi preistorici, spinge ad avvalorare questa supposizione. E' certo invece
che la zona alta di Casalgrande fosse abitata al tempo dei romani e lo
dimostrano gli interessanti avanzi dell'epoca ritrovati in località Osteria
Vecchia durante scavi effettuati nella metà del secolo scorso.
Nulla è dato sapere del lungo periodo della decadenza e delle
invasioni barbariche, ma certamente queste terre subirono la stessa sorte del
territorio reggiano che S. Ambrogio descrisse tra i più colpiti dalla furia dei
barbari.
Con il feudalesimo si cominciano ad avere le prime notizie
certe, da cui si apprende che Casalgrande e le zone circonvicine erano soggette
al Vescovo, al Comune di Reggio, alla Abbazia di Nonantola e al Monastero di S.
Alessandro di Parma e che i suoi munitissimi Castelli, sorti intorno al Mille,
erano oggetto di contesa, come molti altri della zona, tra le potenti famiglie
reggiane, le quali, inseritesi nelle lotte tra Papato e Impero, combattevano
per avere la supremazia del Comune di Reggio.
Verso la fine del XII secolo la famiglia Fogliani, la più
potente tra quelle guelfe, si impose su tutti e, cacciati i Malapresi del Gesso
e i Sessi fedeli all'Imperatore, fu infeudata dal Vescovo di Reggio Guglielmo
Fogliani di tutti i castelli della zona, compresi quelli del Casalgrandese.
Nel XIII secolo, durante il periodo dei Comuni, tra Reggio e
Modena scoppiò una vivace guerra per la deviazione delle acque della Secchia.
Memorabile fu la giornata di Formigine, combattuta nel 1201 e vinta dai
reggiani che penetrarono in territorio nemico, partendo appunto da Casalgrande.
Casalgrande rimase comunque sotto i Fogliani fino al 1409 quando
Nicolò III d'Este, sconfiggendo i Visconti, Carlo Fogliani e Otto Terzi, occupò
le nostre terre ponendo fine a quel lungo periodo di lotta che vide alternarsi
nelle nostre contrade le soldatesche dei Gonzaga, degli Scalgeri, dei Visconti
e degli Estensi in guerra per il predominio del territorio reggiano. Da questa
data fino al 1859 Casalgrande fece parte dei domini estensi, salvo brevi
occupazioni domestiche e straniere.
Nel 1413 Nicolò III d'Este diede Casalgrande, Salvaterra e
Dinazzano al ferrarese Alberto Delle Sale che nel 1423 lo elevò al rango di
feudo. Morto Delle Sale Casalgrande entrò a fare parte della Contea di
Scandiano sotto Feltrino Bojardi. Governeranno i Bojardi fino al 1560. Buono fu
il governo dei Bojardi, durante il quale Casalgrande crebbe di importanza tanto
da essere elevato al grado di giudicatura da cui dipendevano Dinazzano e
Montebabbio. In questo periodo le nostre zone dovettero subire le invasioni dei
Francesi e degli Spagnoli in lotta per il predominio dell'Italia.
Nel 1560 con la morte di Ippolito Bojardi si estingueva la
famiglia Bojardi che aveva in Matteo Maria il più illustre rappresentante. Il
feudo passò nella Camera Ducale per cinque anni, poi infeudato ai Conti Thiene
che lo ressero, elevato a Marchesato, fino al 1622. Successivamente ricadde
nella Camera Ducale per dieci anni, quindi fu tenuto per 11 anni dal Marchese
Enzo Bentivoglio e dal figlio Cornelio.
Durante il governo dei Thiene e dei Bentivoglio regnò la pace,
ma le nostre popolazioni furono provate dalla terribile peste di manzoniana
memoria del 1630.
Dopo la rinuncia di Cornelio Bentivoglio il Marchesato fu nella
Camera Ducale, poi infeudato a principi estensi che lo ressero fino al 1725.
Durante questo periodo le nostre genti dovettero subire
l'occupazione dei francesi, spagnoli, austriaci e piemontesi in lotta per la
successione spagnola, austriaca e polacca.
Nel 1750 il Marchesato passò al genovese Gian Battista Mari che
lo resse fino al 1777.
Lo ebbe poi Ercole Rinaldo d'Este sino al 1795 quando Napoleone,
occupando l'Italia, decretò l'abolizione dei feudi. Durante l'occupazione
francese il nostro comune fece parte del V Cantone del Dipartimento del
Crostolo. L'avvento napoleonico suscitò in un primo tempo entusiasmo, al quale
subentrarono i timori, le preoccupazioni ed infine l'odio per i continui
sacrifici imposti dai francesi.
Tali e tanti furono i gravami, la tasse, le estorsioni degli
occupanti che la Restaurazione del 1815 fu salutata come una liberazione. Il
nuovo Duca Francesco IV d'Este non seppe alimentare le simpatie che aveva
suscitato la ricostruzione del Ducato, ma fu duro e spietato contro tutti
quelli che manifestavano desiderio di rinnovamento come i tempi mutati
imponevano. Casalgrande non gli perdonò mai di averla declassata a frazione del
Comune di Scandiano.
Nonostante la scarsa quantità di documenti che riferiscano del
contributo dei Casalgrandesi al Risorgimento italiano fino alla redenzione
della propria terra dal dominio Ducale, si può affermare che esso fu notevole e
valido. Ne fanno fede le numerose notizie fornite e tramandate da padre in
figlio a nipote. Il 4 dicembre 1859 il Dittatore Luigi Carlo Farini, che
reggeva le sorti del governo provvisorio dell'Emilia e Romagna, costituitosi in
seguito agli avvenimenti della II Guerra di Indipendenza, con un decreto
ricostituiva il Comune di Casalgrande con annesse frazioni di Salvaterra, S.
Donnino, S. Antonino, Villalunga e Dinazzano. In questo secolo di vita il
Comune di Casalgrande partecipò ai progressi in campo economico e sociale di
pari passo con gli altri centri della zona; per rendersene conto basterebbe
confrontare le statistiche di allora con quelle odierne.
Vedi il decreto Orgininale
Inoltre Casalgrande non è stato secondo ad alcuno in fatto di
contributo agli avvenimenti storici e politici degli ultimi tempi che noi
stessi abbiamo vissuto.
Dal 1960 l'industria ha iniziato a prosperare diventando oggi il
primario settore dell'economia del Comune di Casalgrande.
Tutte le notizie e le immagini raccolte in queste sezioni
provengono dalle seguenti pubblicazioni comunali:
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AA.VV. “Casalgrande, un paese, la sua storia, la sua anima”, Editrice Telesio,
Milano 1993
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Don Aldo Margini, "CASALGRANDE Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche.",
Edizioni L'Aquilone, 1992
-
Ivan Basenghi e Luciano Miselli, "CASALGRANDE Immagini e vicende negli anni",
Edizione Litostampa La Rapida, 1989
-
Luciano Miselli e Giovanni Pio Palazzi, "DINAZZANO Notizie storiche", 1995
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