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Ottant’anni dopo, Casalgrande ricorda Umberto Farri e ne rinnova l’eredità civile e amministrativa

Al cimitero comunale la commemorazione dell’ex Sindaco socialista e antifascista assassinato nel 1946. Daviddi: «La sua azione per il bene pubblico sia un faro per chi amministra. Non può esserci futuro senza memoria»

Data :

27 agosto 2026

Categorie:
Comune
Ottant’anni dopo, Casalgrande ricorda Umberto Farri e ne rinnova l’eredità civile e amministrativa
Municipium

Descrizione

A ottant’anni dalla morte, Casalgrande ha ricordato questa mattina Umberto Farri, ex Sindaco socialista e antifascista, assassinato nell’agosto del 1946.

La tradizionale commemorazione al cimitero comunale ha assunto quest’anno un significato particolare: non soltanto un momento di omaggio, ma il primo passaggio di un percorso di ricerca, approfondimento e trasmissione della memoria che il Comune svilupperà tra la fine del 2026 e il 2027, insieme a Istoreco, all’Istituto Comprensivo di Casalgrande e con il contributo dell’onorevole Mauro Del Bue.

La cerimonia, accompagnata dalla presenza del gonfalone comunale, ha visto la deposizione di alcuni garofani sulla tomba dell’ex primo cittadino.

Le presenze alla commemorazione

Accanto al Sindaco Giuseppe Daviddi erano presenti la Vicesindaca Valeria Amarossi, gli Assessori Marco Cassinadri, promotore delle iniziative e dei progetti legati al percorso di memoria dedicato a Farri, Graziella Tosi e Domenico Vacondio, e il Presidente del Consiglio comunale Luciano Ferrari.

Hanno partecipato consiglieri comunali appartenenti ai diversi schieramenti rappresentati nella Sala consiliare intitolata a Umberto Farri, l’onorevole Mauro Del Bue, la Vicesegretaria nazionale del PSI Daria De Luca, l’ex Segretario provinciale del PSDI Armando Anceschi, Santino Ferrari, decano dei socialisti casalgrandesi, e il presidente di Istoreco Arturo Bertoldi.

Presenti anche una nipote di Umberto Farri, rappresentanti istituzionali regionali e di altri Comuni della provincia e numerosi cittadini. Una partecipazione ampia, a testimonianza di come la necessità di riscoprire e mantenere viva la memoria e l’eredità politica e amministrativa di Farri vada ben oltre i confini di Casalgrande.

Daviddi: «Farri sia un faro per chi amministra»

Nel proprio intervento il Sindaco Giuseppe Daviddi ha invitato a non ridurre la commemorazione a un appuntamento rituale, ma a interrogarsi sull’attualità dell’esempio offerto da Farri.

«Quando torniamo a casa dopo questa commemorazione dobbiamo portare con noi ciò che Farri ha insegnato e ciò che ha concretamente realizzato – ha sottolineato Daviddi –. Nel suo impegno per il bene pubblico, per le scuole, la sanità e i servizi nelle frazioni ritrovo temi di straordinaria attualità. Oggi ho l’onore di amministrare questo territorio e la sua esperienza deve essere un faro per il nostro percorso».

Il Sindaco ha quindi richiamato la responsabilità di trasmettere la memoria alle nuove generazioni: «Non può esserci futuro senza memoria. Conoscere da dove veniamo e gli errori commessi è indispensabile per costruire un futuro migliore. Farri volle bene alla propria comunità e operò concretamente nell’interesse dei cittadini di Casalgrande. È un esempio davanti al quale anche chi amministra oggi deve fermarsi a riflettere».

Cassinadri: un amministratore concreto, dalla parte della comunità

L’Assessore alla Legalità Marco Cassinadri ha ripercorso alcuni passaggi della biografia di Farri attraverso la lettura del volume Umberto Farri nella storia di Casalgrande (1900–1946), a cura di Ivan Basenghi, Silvia Pastorini e Massimo Storchi.

Dall’impegno nelle leghe e nelle cooperative all’elezione a Sindaco nel 1920; dalla fermezza opposta alla violenza fascista alla presidenza del Comitato di Liberazione Nazionale comunale; fino al ritorno alla guida di Casalgrande dopo la Liberazione e all’impegno per la ricostruzione morale e materiale del paese.

Cassinadri ha inoltre ricordato la concretezza della sua azione amministrativa, dedicata in particolare alle persone più umili, ai lavoratori, alla scuola, all’assistenza e ai lavori pubblici.

L’Assessore ha quindi presentato il percorso avviato dall’Amministrazione. Entro la fine del 2026, nella Sala del Consiglio comunale “Umberto Farri”, sarà organizzato un incontro pubblico aperto alla cittadinanza e dedicato alla sua storia e alla sua opera amministrativa.

Nei primi mesi del 2027 seguiranno appuntamenti rivolti agli alunni delle scuole di Casalgrande, mentre è già iniziato l’esame delle deliberazioni comunali dei periodi nei quali Farri ricoprì l’incarico di Sindaco.

Una pubblicazione costruita attraverso i documenti

Il lavoro di ricerca confluirà in una pubblicazione dedicata agli atti amministrativi di Umberto Farri, costruita attraverso i documenti autentici conservati negli archivi comunali e le deliberazioni più significative della Giunta e del Consiglio comunale durante i suoi mandati.

L’obiettivo è restituire alla comunità non soltanto il ricordo dell’uomo, ma anche la concretezza delle sue scelte e della sua visione politica e istituzionale: cura dell’interesse collettivo, trasparenza, rispetto delle idee altrui e rifiuto della violenza.

Del Bue: antifascismo e socialismo democratico

L’onorevole Mauro Del Bue ha ringraziato l’Amministrazione per avere trasformato una memoria a lungo custodita prevalentemente dal mondo socialista in un patrimonio istituzionale dell’intera comunità.

«Farri ha due costanti nella sua vita – ha affermato –. La prima è l’antifascismo». Una scelta pagata con il licenziamento, le aggressioni e la sorveglianza da parte del regime. La seconda costante richiamata da Del Bue è l’appartenenza al socialismo democratico.

L’onorevole ha inoltre ricordato la ferita ancora aperta di un omicidio rimasto senza responsabili accertati, collocandolo nel difficile e sanguinoso contesto del dopoguerra reggiano. «Farri non fu ucciso perché Sindaco – ha sostenuto Del Bue –: fu ucciso per la sua identità politica, perché socialista democratico».

Una vicenda che, secondo Del Bue, deve quindi essere ricordata non soltanto per il ruolo amministrativo ricoperto da Farri, ma anche per la sua precisa identità politica e per il coraggio con il quale seppe difenderla.

Bertoldi: Farri, una figura di rilievo provinciale e nazionale

Il presidente di Istoreco Arturo Bertoldi ha definito il coinvolgimento delle scuole una sfida preziosa. La vicenda di Farri dovrà essere resa comprensibile ai ragazzi non soltanto nella sua dimensione storica, ma anche per il valore attuale del suo modo di amministrare.

«Farri non è una figura che appartiene soltanto ai socialisti o a Casalgrande – ha osservato Bertoldi –. La sua storia ha una valenza provinciale e nazionale».

Istoreco accompagnerà il Comune in una ricerca fondata sui documenti, inserita anche nel più ampio approfondimento sul lungo dopoguerra reggiano. Bertoldi ha inoltre ricordato Farri come il simbolo di un modo di essere Sindaco per tutti, capace di attraversare il ventennio fascista senza rinunciare ai propri valori.

Anceschi: il Comune come una “casa di vetro”

Armando Anceschi ha ricordato gli anni nei quali la commemorazione era affidata a pochi esponenti socialdemocratici e ha riconosciuto all’Amministrazione comunale il merito di avere assunto pienamente questa eredità.

Anceschi ha richiamato la concretezza dell’azione amministrativa di Farri: dalla municipalizzazione dei servizi alle scuole di Salvaterra e Dinazzano, fino agli interventi rivolti alle persone e alle famiglie più fragili.

Particolarmente significativo il ricordo del figlio Bruno Farri, presente nell’abitazione al momento dell’attentato e da poco rientrato dopo cinque anni di prigionia in India. Anceschi ha ricordato come Bruno non avesse mai pronunciato parole di odio, continuando a indicare la politica come lavoro per il paese e capacità di parlare alle persone.

Ha infine richiamato un’espressione attribuita a Umberto Farri, secondo il quale il Comune avrebbe dovuto essere una “casa di vetro”, e auspicato un riconoscimento istituzionale di carattere nazionale per il Sindaco antifascista assassinato.

De Luca: memoria e formazione per una cittadinanza consapevole

La Vicesegretaria nazionale del PSI Daria De Luca ha sottolineato il valore della collaborazione con Istoreco e della dimensione educativa del progetto.

Conoscenza storica e formazione, ha affermato, sono strumenti essenziali per costruire una cittadinanza attiva e consapevole. La figura di Farri appartiene alla storia socialista, ma anche alla storia dell’intero territorio e può continuare a rappresentare un riferimento per le amministrazioni presenti e future.

De Luca ha espresso l’auspicio che il percorso promosso da Casalgrande possa coinvolgere sempre più anche gli altri Comuni e l’intera provincia di Reggio Emilia.

Debbi e la curiosità di conoscere la figura dell'ex Sindaco

Il consigliere comunale Paolo Debbi ha portato la prospettiva di Salvaterra, dove la piazza centrale è intitolata a Umberto Farri.

Proprio quell’intitolazione, ha raccontato, ha suscitato in lui la curiosità di conoscere la figura dell’ex Sindaco e di approfondirne l’azione amministrativa.

Un percorso di memoria rivolto a tutta la comunità

La commemorazione dell’ottantesimo anniversario rappresenta il primo passaggio di un progetto più ampio che si svilupperà tra la fine del 2026 e il 2027.

Attraverso l’incontro pubblico nella Sala consiliare, la ricerca negli archivi, la collaborazione scientifica con Istoreco, il progetto editoriale e il lavoro con le scuole, l’Amministrazione comunale intende restituire pienamente alla comunità la figura di Umberto Farri: Sindaco vicino ai bisogni delle persone, antifascista, uomo delle istituzioni e protagonista della ricostruzione democratica di Casalgrande.

Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2026, 13:45

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