Descrizione
Si aprono domani, le celebrazioni per l'80esimo Anniversario della Festa della Liberazione.
Presso la Sala Espositiva 'Gino Strada' in Piazza Ruffilli 2 a Casalgrande, verrà inaugurata la mostra 'I Soldati che dissero NO. Storie di deportazione a Reggio Emilia'.
Voluta dall'Amministrazione comunale, in collaborazione con l'Ufficio cultura, la Biblioteca Sognalibro e Istoreco, l'esposizione è incentrata sui così detti Internati Militari Italiani, con particolare attenzione, ovviamente, alla realtà reggiana e casalgrandese.
Chi furono gli Imi?
Uno degli aspetti particolari della Seconda Guerra Mondiale, è stato l'approccio – purtroppo – 'innovativo', per così dire, da parte dei tedeschi che hanno usato le deportazioni di massa per alimentare la forza lavoro per produrre i materiali per proseguire il conflitto.
Una tendenza che si è resa evidente sin dalle prime battute del conflitto, con l'invasione della Polonia nel 1939.
Dopo l'8 Settembre del 1943, con l'occupazione tedesca in Italia, l'esercito italiano fu disarmato e imprigionato in massa. Si conta che oltre 600 mila soldati furono resi prigionieri e deportati in Germania.
A Reggio, l'attacco della notte tra l'8 e 9 settembre comportò la cattura della guarnigione locale e all'occupazione dei punti strategici della città. Il 10 settembre iniziarono le deportazioni.
Nacquero, così, gli 'Imi', gli Internati militari italiani. Perché? Perché le deportazioni ebbero luogo secondo il presupposto che quei 600 mila soldati non accettarono di entrare a far parte degli eserciti nazifascisti. Un atto di rifiuto inquadrabile, pure quello, in un’alta forma di resistenza.
Una definizione, quella di ‘Imi’ che i tedeschi assunsero appositamente per 'sottrarli' alla Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra e poterli quindi sfruttare come forza lavoro coatta.
I caduti a Reggio Emilia
Secondo gli Albi della Memoria di Istoreco, gli Imi reggiani furono 7.390. 3.372 di cui si conosce l'identità, secondo i dati forniti sempre a Istoreco dal Ministero della Difesa italiano. I morti, genericamente definiti in prigionia, furono 368 (l'11%).
I caduti a Casalgrande
I caduti nel Comune di Casalgrande sono 50. Gli Imi furono più di 192. I deportati civili, 2.
Di quei 192, 6 sono morti durante la prigionia, mentre un altro è stato ucciso negli scontri del 9 settembre 1943.
Il programma
L'appuntamento è per le 18 in Sala Espositiva, dove sono in programma i saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Daviddi, a seguire l'intervento dell'Assessore Marco Cassinadri.
Dopo il taglio del nastro, si terrà la conferenza sulla tematica degli Internati Militari Italiani in collaborazione sempre con Istoreco, dove sarà presente il ricercatore storico Michele Bellelli che ha curato in prima persona quella sugli Imi reggiani e casalgrandesi, a cui verrà dedicato un pannello apposito.
L'ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.
Info e prenotazioni a cultura@comune.casalgrande.re.it
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Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2025, 17:14